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MESSAGGERO |Diverticoli, polipi e tumori del colon – La chirurgia del “buco della serratura”
26 May 2015
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SALUTE E BENESSERE: LA STIPSI
18 June 2015
CA-THE-DRAASCO-2015

Al Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) 2015 sono stati presentati importanti aggiornamenti in campo oncologico.

 

  • MELANOMA

Studio di combinazione Ipilimumab e Nivolumab – LBA1

Ipilimumab e Nivolumab hanno il pregio di attivare il sistema immunitario, agendo in momenti diversi della risposta immunitaria, contro molecole differenti, il CTLA4 per l’Ipilimumab e il PD1 per il Nivolumab.

In questo studio randomizzato di fase III, effettuato per valutare l’efficacia definitiva della combinazione dei due anticorpi, 314 pazienti, sui 945 trattati complessivamente, hanno ricevuto la combinazione dei due farmaci; quest’ultima ha dimostrato di essere efficace e sicura. I risultati complessivi individuano una risposta positiva al trattamento del 70,8 %, in particolare, sia la regressioni complete di malattia che quelle parziali ottenute con la combinazione terapeutica sono state superiori rispetto a quelle osservate utilizzando le due molecole da sole: si tratta dell’11,5% di risposte complete e del 46,2% di risposte parziali. I pazienti che hanno mantenuto stabile la malattia rappresentano invece il 13,1% del totale. La sopravvivenza ancora non raggiunta dopo 22 mesi di follow-up rappresenta un risultato eccitante in questa popolazione di pazienti e dunque un nuovo standard terapeutico di prima linea

 

  • TUMORE COLON-RETTO

Studio TRIBE e CALGB/SWOG 80405 sul trattamento del tumore al colon-retto

Il TRIBE è un trial italiano randomizzato di fase III, open label, multicentrico, che confronta l’associazione Bevacizumab-FOLFOXIRI rispetto alla combinazione Bevacizumab-FOLFIRI. I nuovi dati presentati a Chicago si sono focalizzati sul follow up a 48,1 mesi e hanno dimostrato come l’associazione bevacizumab-FOLFOXIRI abbia permesso di ottenere una sopravvivenza globale (OS) di 29,8 mesi con un significativo vantaggio, per tutti i pazienti arruolati nello studio, rispetto alla combinazione bevacizumab-FOLFIRI (25,8 mesi). Inoltre, con la tripletta bevacizumab-FOLFOXIRI si è registrata una sopravvivenza a 5 anni del 24,9%: un tasso raddoppiato rispetto al 12,4% ottenuto con la doppietta bevacizumab-FOLFIRI.

I nuovi dati dello studio CALGB/SWOG 80405 hanno invece analizzato – a parità di efficacia e di sopravvivenza globale (OS) – il rapporto di costo-efficacia tra bevacizumab e cetuximab in aggiunta alla terapia chemioterapica standard di prima linea nei pazienti “wild type RAS”. L’analisi è stata condotta su circa 1.130 pazienti americani e ha esaminato i costi di tutti i cicli di terapia, valutandoli secondo alcuni parametri tra cui i costi medi dei farmaci e i costi delle terapie acute I risultati dello studio seppur in un contesto sanitario diverso da quello italiano, hanno messo in luce come bevacizumab sia il farmaco da privilegiare in termini economico-sanitari per i pazienti con mutazione KRAS wild-type a fronte di 66 mila dollari di costi totali contro i 105 mila della combinazione con cetuximab.

  • TUMORE POLMONARE 

Studio di fase III Checkmate 057 e CheckMate 017

L’immunoterapia è un’opzione terapeutica efficace anche per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico o avanzato già sottoposti a chemioterapia a base di doppietta con platino. Questi due studi dimostrano l’efficacia di nivolumab nei pazienti con NCLSC di tipo squamoso.

Per il primo studio, un team internazionale di ricercatori coordinato da Luis G. Paz-Ares dell’Hospital Universitario Doce de Octubre di Siviglia ha randomizzato 582 pazienti con carcinoma polmonare non squamoso NSCLC avanzato in progressione dopo chemioterapia con platino a nivolumab 3 mg/kg Q2W (n=292) o docetaxel 75/mg2 Q3W (n=290) fino alla progressione di malattia (PD) o a tossicità inaccettabile. Nel gruppo NIVO è stata registrata una OS mediana 12,2 mesi contro i 9,4 mesi con docetaxel (HR = 0.73; 95% CI, 0,59-0,89; p = 0,0015), con una percentuale di pazienti vivi a un anno del 51% vs 39% rispettivamente. Si è inoltre registrato un miglioramento dell’objective response rate (ORR), 19% gruppo NIVO vs 12% gruppo docetaxel (P=0,0246). La proporzione di pazienti liberi da progressione a un anno è rispettivamente del 18,5% nel gruppo NIVO vs 8,1% nel gruppo DOC. Anche il profilo di sicurezza di nivolumab in questi pazienti si è mostrato migliore di quello di docetaxel.

Questo è il primo studio di fase III che dimostra che l’immunoterapia è efficace nell’NSCLC avanzato ad istologia non squamosa, dopo che lo stesso farmaco aveva già dimostrato la superiorità nei tumori squamosi. L’analisi dei sottogruppi in base al livello di espressione di PDL 1 ha suggerito che il beneficio associato a nivolumab sia particolarmente rilevante nei pazienti con espressione di PDL 1 con una riduzione del rischio di morte compresa tra il 41% e il 60% a seconda che il cut off scelto per l’espressione sia 1% o 10%, mentre il beneficio non è evidente nei pazienti negativi per l’espressione.

Lo studio 017 conferma che nivolumab è il primo anti PD-1 che dimostra un miglioramento nella sopravvivenza rispetto allo standard di cura con docetaxel nei pazienti affetti da NSCLC di tipo squamoso. In particolare si è riscontrata una riduzione del 41% nel rischio di morte (HR 0.59; P= 0.00025), una OS a un anno del 42% rispetto al 24% e una mediana di sopravvivenza di 9.2 vs 6.0 mesi. Rispetto agli endpoint secondari, nivolumab ha dimostrato di essere superiore al docetaxel sia riguardo il tasso di risposta complessivo (20% contro 9%), sia riguardo alla PFS a un anno (21% vs 6.4%), con una mediana della PFS di 3.5 vs 2.8 mesi. Il beneficio indotto da nivolumab è indipendente rispetto all’espressione del PDL-1, con un buon profilo di tollerabilità.

  • TUMORE POLMONARE ALK+

Studio NP28673 e NP28761 

Per l’adenocarcinoma polmonare ALK + si fa avanti una nuova arma a bersaglio molecolare: alectinib, che ha dimostrato la sua efficacia nel controllo di malattia e nelle metastasi cerebrali, con un buon profilo di tollerabilità.

AUTORE

Dr. Andrea Mancuso


Oncologia Medica