Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne, tanto che rappresenta oltre un quarto di tutte le diagnosi tumorali femminili. In Italia si stima che colpisca circa 37.000 donne ogni anno. Negli ultimi decenni si è registrato un costante aumento di frequenza di diagnosi, accompagnata però da una riduzione della mortalità.

Ciò è stato reso possibile anche dalla sempre più ampia diffusione della diagnosi precoce che ha permesso di aumentare la quota di tumori identificati ai primi stadi di sviluppo della malattia, quando il trattamento ha maggiori probabilità di essere efficace e meno invasivo e dalle terapie oncologiche personalizzate.


L’esame di screening

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario si rivolge alle donne di età compresa tra i 45 e i 69 anni e si esegue con una mammografia ogni 2 anni.

La mammografia è un esame radiologico della mammella, efficace  per identificare  precocemente i tumori del seno in quanto consente di identificare i noduli anche di piccolo dimensioni, non ancora percepibili al tatto.

I programmi organizzati di screening prevedono che l’esame venga eseguito visualizzando la mammella sia dall’alto verso il basso che lateralmente.

Tra gli screening offerti dal centro Ca.The.Dra., quello per la diagnosi precoce del cancro al seno è quello che all’interno della comunità scientifica è più dibattuto per il rischio di “sovradiagnosi”, ossia di identificare anche lesioni benigne o border-line o anche proprie tumorali, che, però, non avrebbero portato a morte la donna, ad esempio per una crescita molto lenta.

L’identificazione di queste particolari forme tumorali comporta  approfondimenti diagnostici anche invasivi e al trattamento per una lesione che non si sarebbe mai trasformata in un tumore invasivo.

Tuttavia, i benefici che una donna ottiene sottoponendosi al percorso di screening sono più ampi rispetto ai rischi di uno screening invasivo.

Un ampio studio pubblicato nel settembre 2012 sul Journal of Medical Screening e che ha passato in rassegna le ricerche pubblicate sui programmi di screening per il cancro al seno attivi in Europa ha mostrato che la mortalità si riduce del 25% per le donne che si sottopongono allo screening.

Per ogni 1.000 donne di età tra i 50 e i 69 anni sottoposte  regolarmente ai programmi di screening e seguite fino a 79 anni di età, lo screening permette di salvare tra 7 e 9  vite e “produce” 4 casi di possibile sovradiagnosi.


Gli esami di approfondimento

Una positività alla mammografia non equivale a una diagnosi certa di cancro al seno, anche se indica una maggiore probabilità di essere affette dalla patologia.

Per questa ragione in caso di un sospetto, al primo esame seguono ulteriori accertamenti diagnostici che, all’interno dei programmi organizzati di screening, consistono in una seconda mammografia, in un’ecografia e in una visita clinica. A questi esami può far seguito una biopsia per valutare le caratteristiche delle eventuali cellule tumorali.

Soltanto al completamento di questo percorso si ottiene la conferma della diagnosi e, in caso di positività, si dà il via all’iter terapeutico.


Il trattamento 

Se gli approfondimenti confermano la presenza di lesioni tumorali maligne, viene proposto un trattamento secondo un preciso protocollo terapeutico nei centri di riferimento del programma di screening. Il tipo di intervento è strettamente connesso al tipo di tumore diagnosticato e al suo stadio.

Tuttavia, nella quasi totalità dei casi, il percorso terapeutico per il cancro del seno prevede un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati. Negli ultimi anni, nei casi in cui il cancro sia circoscritto a un’area ristretta, si ricorre alla chirurgia conservativa che consente di asportare soltanto la parte del seno in cui si trova la lesione (è quella che viene chiamata quadrantectomia).

Gli interventi, tuttavia, possono se necessario essere più invasivi. Inoltre, spesso si procede all’asportazione dei linfonodi dell'ascella che rappresentano la via principale attraverso cui il tumore tenta di diffondersi al resto dell’organismo. Il trattamento del cancro al seno può prevedere inoltre il ricorso alla radio e chemioterapia e a specifici farmaci.

Il Responsabile all’ interno di Ca.The.Dra. che si occupa della Prevenzione sullo Screening CA Mammella è diretta dalla Dr.ssa Annelisa Marsella.