La Cardiologia Diagnostica e Interventistica è deputata alla diagnosi e al trattamento delle cardiopatie valvolari e ischemiche mediante l'esecuzione di coronarografie, cateterismi cardiaci e di angioplastiche coronariche. L'Angiografia Coronarica, in particolare, permette di visualizzare l'anatomia delle arterie coronariche, di identificare la sede e l'estensione delle lesioni e di pianificare un opportuno intervento terapeutico mediante l'esecuzione di un'angioplastica coronarica o di un intervento di bypass coronarico. In particolare tale scienza si occupa di:

- gestire la Cardiopatia Ischemica acuta e cronica, mediante studi coronarografici e di imaging, procedure interventistiche coronariche e terapia anti-trombotica individualizzata

- trattare lo Scompenso Cardiaco acuto o cronico, con terapie multifarmacologiche individualizzate, sistemi di assistenza respiratoria e/o di circolo, tecniche di ultrafiltrazione o di dialisi, terapia elettrica

- trattare aritmie cardiache mediante terapie farmacologiche specifiche e procedure interventistiche di ablazione transcatetere

- diagnosticare e trattare le Cardiopatie Ischemiche acute e croniche mediante studi coronografici e procedure interventistiche coronariche.

Il paziente oncologico nel suo iter terapeutico può beneficiare di tale specialità in caso pregressa anamnesi cardiologica e utilizzo di farmaci cardiotossici o ad alto rischio di scompenso emodinamico.

CENTRO DI CARDIO-ONCOLOGIA

  L’aumento dell’incidenza di tumori verificatosi negli ultimi decenni nei paesi industrializzati, unitamente ai notevoli progressi fatti nel contempo registrare dalla terapia antiblastica, ha portato ad un sempre maggior numero di pazienti guariti dalla neoplasia o sopravvissuti a lungo termine. Tutto questo ha, però, comportato un prezzo considerevole da pagare in termini di effetti collaterali associati al trattamento antiblastico. Alcuni di questi effetti, come la tossicità midollare, sono inevitabili conseguenze del meccanismo d’azione dei farmaci citostatici, quindi ben conosciuti da tempo, potenzialmente risolvibili con la somministrazione  di fattori di crescita ematologici e/o l’infusione di cellule staminali e, comunque, spontaneamente reversibili con la sospensione del farmaco; altri, invece, più subdoli, che interessano tessuti con limitata capacità rigenerativa, come quello miocardico, possono manifestarsi a distanza di molti anni dalla fine del trattamento e possono portare a disabilità e morte anche in assenza di ripresa di malattia neoplastica.

La cardiotossicità è una delle conseguenze più frequenti, e probabilmente la più importante, della terapia antiblastica: l’1% di tutte le cardiomiopatie riconosce come causa un precedente trattamento con antracicline, più della metà dei pazienti cui sono state somministrate antracicline avrà un qualche grado di disfunzione cardiaca a distanza di 10 – 20 anni dalla chemioterapia e il 5% di essi svilupperà una manifesta insufficienza cardiaca. In pazienti precedentemente trattati con terapia antitumorale e sopravvissuti al cancro a lungo termine il rischio di morte per malattia cardiovascolare è maggiore del rischio di recidiva neoplastica, con una mortalità sette volte più alta e comparsa di insufficienza cardiaca 15 volte più frequente rispetto alla popolazione generale. 1-3 In questi soggetti il rischio cardiovascolare associato alla chemioterapia è stato riportato essere simile a quello del fumo; la chemioterapia, pertanto, andrebbe oggi considerata un nuovo fattore di rischio cardiovascolare.4

Gli eventi cardiovascolari associati alla terapia antiblastica possono variare da lievi e transitori aumenti della pressione arteriosa e/o alterazioni elettrocardiografiche (allungamento del QT) a più severe aritmie, miocardite, pericardite, infarto miocardico e miocardiopatia dilatativa, che può esitare in disfunzione ventricolare sinistra e scompenso cardiaco congestizio.

La cardio-oncologia è una disciplina relativamente giovane, finalizzata alla diagnosi, alla prevenzione e/o al trattamento delle complicanze cardiovascolari (aritmie, disfunzioni contrattili, ischemia, o disturbi pressori, ma anche di eventi emocoagulativi) delle terapie antitumorali.

Poiché la cardio-oncologia si fonda sul concetto di consapevolezza del rischio, sia da parte dei medici curanti che dei pazienti, è importante che non si oscilli dalla sottovalutazione all’allarmismo infondato. Gli obiettivi della cardio-oncologia sono:

• comprendere i meccanismi della cardiotossicità

• fornire definizioni uniformi e condivise della cardiotossicità

• identificare dei percorsi di diagnosi e trattamento del paziente oncologico prima, durante e

dopo le terapie antitumorali

• proporre modelli organizzativi efficienti.

Con l’istituzione di un gruppo di lavoro in cardio-oncologia, che affronta questi argomenti in maniera multidisciplinare, Villa Margherita offre la possibilità di usufruire non solo di una collaborazione a 360 gradi tra oncologi e cardiologi ma anche di tutte le tecniche di imaging più avanzato che vanno dall’ecocardiogramma alla risonanza magnetica cardiaca,  uniformandosi  alle migliori tradizioni nordeuropee e  statunitensi.

Bibliografia

1. Yeh ET. Cardiotoxicity induced by chemotherapy and antibody therapy. Annu Rev Med     2006; 57: 485-98.

2. Menna P, Salvatorelli E, Minotti G. Cardiotoxicity of antitumor drugs. Chem Res Toxicol   2008; 21: 978-89.

3. Maurea N, Coppola C, Ragone G et al. Women survive breast cancer but fall victim to heart failure: the shadows and lights of targeted therapy. J Cardiovasc Med (Hagerstown) 2010; 11: 861-8.

4. Van den Belt-Dusebout AW, Nuver J, de Wit R et al. Long-term risk of cardiovascular disease in 5-years survivors of testicular cancer. J Clin Oncol 2006; 24: 467-75.

CHECK UP CARDIO-ONCOLOGICO

Valutazione cardio-oncologica

- Visita specialistica cardiologica

- Elettrocardiogramma

- Ecocardiogramma

- RMN Cardiaca

Consulenza nutrizionale

- Valutazione dello stato nutrizionale e conseguente trattamento della perdita di peso e della malnutrizione da malattia  oncologica

- Suggerimenti nutrizionali per malati oncologici con difficoltà ad alimentarsi a causa  degli effetti collaterali dovuti alla CHT

- Diete personalizzate finalizzate alla riduzione del rischio di recidive  

Esami di Laboratorio:

Emocromo, glicemia, got, gpt, gammaGAT,  colesterolo totale e frazionato, azotemia, creatininemia, esame delle urine, protidogramma.

L'unità di Cardiologia Diagnostica e Interventistica all'interno del Dipartimento Oncologico di Ca.The.Dra. è diretta dal Prof. Francesco Fedele e garantisce elevatissimi standard diagnostici e terapeutici in accordo alle linee guida internazionali.